Balbuzienti - Corsi Balbuzie
Corsi intensivi di counseling per trattamento della balbuzie e dell'ansia correlata. Il recupero. Per bambini e adulti che balbettano.
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Un problema quotidiano per oltre un milione di italiani!

SE BALBETTI, NON SEI CERTO IL SOLO

Anzi, sei in ottima compagnia: le stime parlano di percentuali fra  l'1 e il 2% della popolazione mondiale. Alessandro Manzoni, l’imperatore  Claudio , re Giorgio VI, Marylin Monroe, Vittorio Gasmann, Paolo Bonolis, Raoul Bova, Bruce Willis, Julia Roberts, Tiger Woods… attori, politici, giornalisti, cantanti, sportivi. La storia è costellata di balbuzienti che hanno sfidato la balbuzie costruendo vite di successo.
  


La balbuzie colpisce in maniera permanente 4 volte di più i maschi che le femmine, forse a causa delle naturali differenze cerebrali. Inoltre, moltissime persone affette da sindrome di Down sono balbuzienti. 

BAMBINI BALBUZIENTI

Nella prima infanzia, una leggera balbuzie può far parte del normale sviluppo. Tanti bambini balbettano o sono occasionalmente disfluenti (cioè parlano velocemente, cercano le parole, hanno esitazioni…) perché tanto il discorso quanto la sua produzione sono in rodaggio. Accade al 5% dei bambini tra i 2 e i 5 anni (balbuzie evolutiva) per un periodo massimo di 18 mesi. Quattro bambini su cinque risolvono spontaneamente entro la prima o seconda elementare, senza intervento esterno.
Gli altri balbetteranno (balbuzie secondaria) anche nell’età adulta. Non esiste una spiegazione di questo fenomeno. La balbuzie transitoria colpisce maggiormente le bambine, mentre i maschietti hanno più probabilità di balbettare anche oltre l'infanzia. Non è possibile prevedere quale bambino sarà un balbuziente cronico, in compenso la famiglia può adottare dei comportamenti facilitatori della fluenza.

Prima dei 6 anni, i genitori possono adottare un comportamento facilitante seguendo le regole della buona comunicazione.

Ci sono molte cose che un genitore può fare, come lasciar parlare senza interrompere. Per un programma adeguato è bene rivolgersi ad un professionista.

  • Quando le disfluenze si manifestano o si fissano dopo l'ingresso a scuola, si può parlare di balbuzie conclamata e intervenire.


Molte persone ignorano il disagio che la balbuzie comporta e non sanno che è possibile contrastarla soprattutto in giovane età.
Le caratteristiche del bambino balbuziente sono comportamentali: iperemotività, ipersensibilità, aggressività, bisogno di affermazione. Ad ogni modo è scorretto generalizzare.
 




SI TRATTA DI BALBUZIE?

Riconoscere un balbuziente è relativamente semplice: mentre parla si blocca, i muscoli della respirazione, dell’articolazione e della fonazione sono in forte tensione; ripete o prolunga i suoni, spezza le parole, fa pause innaturali, evita o ricorre a giri di parole, usa interiezioni (ehm, eh..) o parole stereotipate (cioè, infatti…), il tono vocale è basso con improvvise impennate; a volte manifesta tic che accompagnano lo sforzo di produrre la parola. Sono soprattutto questi gesti incoerenti (stringere i pugni, battere il piede, gettare la testa indietro, protendere le labbra, strabuzzare gli occhi ecc.) che mettono in imbarazzo chi sta parlando con lui.
Ci sono balbuzienti che non mostrano segni esteriori della loro condizione: un orecchio poco esperto potrebbe escludere erroneamente la balbuzie. Per questo la diagnosi va sempre affidata al medico.
 

Il balbuziente non balbetta ogni volta che parla, ci sono giornate buone e giornate cattive, oppure evita di parlare quando prevede grosse difficoltà. Perché la balbuzie è intermittente, varia nella forma e nell’intensità, con periodi di remissione o acutizzazione.
 

Come se non bastasse, chi balbetta tende talvolta a giudicare in modo negativo tanto la parlata che se stesso: prima di parlare perché avverte l’arrivo di un blocco (devo stare calmo, devo parlare bene), durante (nooo, sto balbettando), dopo aver parlato (ecco, ho fallito un’altra volta). Non per tutti la situazione è così invalidante ma un certo grado di disagio è frequente e più che comprensibile.

 

SITUAZIONE ANSIOGENA

PENSIERI ASSOCIATI

EMOZIONI

COMPORTAMENTI

EMOZIONI

Tra poco devo parlare

Tutti mi osservano

Angoscia

Balbetto

Frustrazione

 

Sto per balbettare

Panico

 

Pena

 

 

BALBUZIE LIEVE O GRAVE?

Come balbetti? Quanto balbetti? Quando balbetti? Ma la domanda vera è: come stai? 

Il problema è che la balbuzie dà molto fastidio, limita, interferisce.
La valutazione della balbuzie tiene conto dei sentimenti che suscita, se e come ha condizionato la vita e quanta volontà di reazione risveglia, cpiuttosto che del numero effettivo degli inceppamenti. Esistono infatti balbuzienti che riescono a mascherare molto bene il problema ricorrendo a trucchi di vario tipo ma continuano a sentirsi intrappolati (balbuzie latente).

Il numero dei blocchi conta poco: quando la balbuzie inizia "a stare stretta" è ora di fare qualcosa.
 
“Mio figlio non balbetta quasi mai, eppure lui ci si arrabbia tanto”, dicono spesso le mamme. E' la prova che anche chi si blocca poche volte si sente demoralizzato. Paradossalmente, a volte chi balbetta moltissimo si butta con più coraggio in ogni avventura verbale (scolastica, lavorativa, sociale).
 

Inoltre, chi balbetta poco attraversa occasionalmente periodi più difficili e anche il balbuziente cosiddetto grave a volte parla molto bene. Per qualcuno la lettura ad alta voce è una tortura, per altri è semplice.

 

Correggere la balbuzie non è obbligatorio: vergonarsi della balbuzie invece è vietato! Se pensate che sia il caso di intervenire, rompete gli indugi e prendete in mano la situazione.

OGNI MATTINA, IL BALBUZIENTE RIPRENDE LA GARA CON LA SUA PAROLA

“Come lo dico”, piuttosto di “che cosa dico”, diventa il pensiero centrale. E’ una gara che gioca ogni volta di parla, intessuta di illusioni e disillusioni. Ed è una gara solitaria perché non fa piacere mostrarsi fragili ed esposti. Davanti agli altri meglio riderci su, fare qualche battuta e sdrammatizzare. 

Tutto diventa un problema: una telefonata, un colloquio di lavoro o un’interrogazione, ordinare un caffè, chiedere un appuntamento. Si evitano carriere in cui la balbuzie rappresenta un handicap. Qualcuno diminuisce al minimo la comunicazione verbale nel tentativo di sfuggire le situazioni rischiose, delega gli altri anche per le cose più semplici come chiedere un’informazione stradale.

 

GERARCHIA DEGLI EVITAMENTI DEI BAMBINI*

GERARCHIA DEGLI EVITAMENTI NEGLI ADULTI*

Parlare in pubblico                   88%

Prendere la parola                  70%

Intervenire in classe                 27,6%

Esprimere le proprie opinioni   31%

Parlare con persone autorevoli  20,7%

 

*La fobia sociale non è costante, si manifesta a seconda dell’importanza attribuita ad una data situazione.  

 

Il balbuziente trova spesso alleanze: la mamma si sostituisce volentieri, il professore interroga meno, la fidanzata si intenerisce. Un’aura di protezione soffocante che non aiuta.
 

Perfino chi reagisce meglio, senza apparentemente curarsi di come parla e ponendosi spesso al centro dell’attenzione con barzellette, interventi ecc., cova in sé l’insoddisfazione: anche lui è in lotta con la propria parola e la sfida ogni momento. 


SERVE UN AIUTO SPECIFICO

Perchè occorre rispristinare il controllo di alcune funzioni fisiologiche e abbandonare i vantaggi secondari a cui si è ormai abituati. Gli adulti spesso mostrano meno problemi perchè hanno specializzato i trucchetti, ma avvertono frustrante questa soluzione.
 

Un buon lavoro sulla balbuzie deve sia assicurare un ottimo controllo della fluenza sia prendere in considerazione le naturali sofferenze psicologiche, individuare nuovi modi di pensare e agire. Dar vita a un nuovo benessere. 


COME AFFRONTARE IL DISCORSO?

Parlare di balbuzie non dovrebbe essere un tabù. Entra in argomento con discrezione, ma con chiarezza. Non tutti sono davvero motivati a cambiare modo di parlare ma tutti hanno diritto di sapere che una via d'uscita c'è.

Leggi anche il nostro prezzemolo.

 

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